Betty scappa per i botti di Capodanno: ritrovata dopo quattro giorni a Giovinazzo

Betty e il suo proprietario Matteo Palermo
L’appello sui social, le ricerche tra Palo, Bitetto e Modugno, poi il supporto dei droni termici. Il proprietario Matteo Palermo: «Sta benissimo, neanche un graffio»
Quattro giorni di ansia, piste inseguite tra campagne e strade di collegamento, e un’unica speranza: riportarla a casa. Poi la notizia più attesa: Betty è stata ritrovata a Giovinazzo ed è finalmente rientrata dai suoi familiari. Si chiude così, con un lieto fine, la vicenda della cagnolina scappata nella notte di San Silvestro dopo essersi spaventata per i botti.
A raccontare quelle ore, passo dopo passo, è stato il proprietario Matteo Palermo, che ha affidato ai social l’appello e gli aggiornamenti, chiedendo attenzione e sensibilità: «A causa dei botti, la nostra Betty si è spaventata ed è scappata dal giardino di casa… È molto buona ma impaurita, potrebbe nascondersi o non avvicinarsi facilmente».
Le ricerche sono partite dalla zona Auricarro/Palo del Colle, con sopralluoghi ripetuti e una mobilitazione spontanea di amici e cittadini. Poi una segnalazione ha allargato il raggio d’azione: «Ho appena ricevuto una segnalazione probabile che ieri Betty alle 12:30 è stata avvistata tra Bitetto e Modugno… È plausibile! Avrà perso l’orientamento», scriveva Palermo, spiegando di aver battuto a lungo Palo e le complanari verso Toritto e Grumo, ipotizzando che la cagnolina potesse essersi spinta sempre più lontano.
Giorno dopo giorno, però, la speranza si scontrava con il silenzio degli avvistamenti certi. «Anche oggi niente. Abbiamo battuto da stamattina fino a poco fa, Palo, Bitetto e Modugno. Nulla da fare. Non l’ho trovata», aggiornava ancora il proprietario. E davanti a una ricerca diventata complessa, è arrivata anche la scelta di tentare una strada in più: la tecnologia. Palermo racconta di aver contattato una realtà specializzata nella ricerca di animali con drone termico, per provare a individuare Betty nelle aree più difficili da controllare a piedi.
Intanto, con il passare delle ore, cresceva la preoccupazione e si faceva spazio anche l’offerta di una ricompensa: «S’è fatta sera, un altro giorno e di Betty niente di niente… Ma dove sei? Offro ricompensa a chi me la riporta!».
La svolta è arrivata quando la storia, condivisa e rilanciata da tantissime persone, ha prodotto le segnalazioni decisive. Betty era a Giovinazzo. E lì è stata recuperata con calma, senza forzature, fino al momento più atteso: quello del ritorno a casa.
Nel messaggio del ritrovamento, Matteo Palermo ha scelto parole che raccontano la misura di quei giorni: «Vi auguro tutto l’Amore che ci avete donato… la loro segnalazione è stata determinante… Sta benissimo neanche un graffio». E ancora: «Se devo descrivere la sensazione che ho provato, mi vengono in mente solo i momenti in cui ho visto nascere i miei tre figli».
Un ringraziamento corale, rivolto a chi ha aiutato nelle ricerche e a chi ha permesso che l’appello arrivasse lontano, fino all’indicazione giusta. E un finale che, dopo la paura, restituisce respiro. Lo dice pensando ai suoi figli: «Non vedo l’ora che domattina, svegliandosi, possano riabbracciarla… gliel’avevo promesso che l’avrei riportata a casa! Ora posso augurarvi veramente Buon Anno!».
Betty è tornata a casa, ed è la conclusione che tutti speravano. Ma la sua fuga, innescata dai botti, ricorda quanto basta poco perché un animale si disorienti e sparisca. Il lieto fine, invece, racconta l’altra faccia di questi giorni: una comunità che si è attivata, ha condiviso e segnalato fino all’avvistamento decisivo.




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