Referendum, il sindaco Sollecito: «Non mi pento di essermi speso per il Sì»

Sollecito è stato tra i primi in Puglia ad aprire il comitato della Fondazione Luigi Einaudi “SiSepara”,

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Il sindaco Michele Sollecito, in una nota, commenta gli esiti del referendum sulla giustizia, a livello locale e non solo.

A Giovinazzo, in Puglia e in quasi tutta Italia ha vinto il No alla riforma Nordio.

«Ho perso una battaglia di principio – dichiara il primo cittadino -, quella sulla separazione delle carriere in Magistratura, e accetto di buon grado l’esito del Referendum vista la buona affluenza alle urne. I miei complimenti ai comitati del No: hanno meritato di vincere questa contesa referendaria, si sono spesi oltremodo su tutto il territorio.

A livello cittadino le forze di opposizione mi danno oggi del “disperato”, alla ricerca di visibilità, del trasformista. Voglio replicare: io sono stato tra i primissimi in Puglia ad aprire il comitato della Fondazione Luigi Einaudi “SiSepara”, questo perché l’anno scorso ho seguito le loro lezioni della “Scuola di Liberalismo”. Non era un comitato di partito dell’attuale governo. Come dico spesso i partiti in Italia possono cambiare nome ma le scuole di pensiero sono le stesse, ed io sono sempre stato di estrazione moderata e liberale.

Qual è quindi il mio errore? Che forse a 42 anni, dopo 14 anni di amministratore pubblico, studio ancora e non smetto di formarmi a livello locale e nazionale? Che ho letto quasi tutti i libri di Sabino Cassese? Qual è quindi la mia disperazione? Che mi sono speso nel tempo libero per partecipare a dibattiti e incontri sulla riforma? Qual è ancora il mio trasformismo? A livello locale sono sempre stato eletto nella stessa lista ma questo non esclude che, come tutti i cittadini italiani, possa e debba farmi un’idea su temi che vadano oltre i confini cittadini. Più di uno può dirmi oggi, viste le solite “carezze” dell’opposizioni: Chi te l’ha fatto fare? La mia risposta è sempre la stessa: la passione per la buona politica che è sempre fatta di confronto.

Senza il nostro Comitato la voce a Giovinazzo sarebbe stata unica, a maggior ragione perché il fronte del No ha declinato il mio invito ad un confronto senza nemmeno degnarmi di una risposta. Ma va bene così. Io non mi pento di essermi speso e non mi pento di seguire questo tema da tempo, da molto prima dell’elezione dell’attuale governo che ha proposto la riforma. Non ho avuto timore di studiare e confrontarmi pubblicamente con avvocati e magistrati sempre nel reciproco rispetto e sempre a vantaggio della riflessione pubblica sulla riforma. Credo che ne valga sempre la pena. Stare lì a far finta di nulla per evitare risvegli come quello di oggi, non animare il territorio, salire sul carro dei vincitori all’ultimo impartendo lezioni politiche a tutti a urne chiuse…non fa per me.

Ogni qual volta la politica è fatta di studio, preparazione e correttezza…anche le sconfitte sono utili. E forgiano il carattere. Con coraggio.

La mia ultima domanda è per l’opposizione: qual è il loro problema ad avere un sindaco che ha la passione per la buona politica? Piuttosto che cercare il confronto lo evitano. Anche in consiglio comunale, pure in sede di approvazione di bilancio, prevale il mutismo collettivo. Riflettiamo anche su questo piuttosto che essere loquaci solo sui social, ovvero senza contradditorio».

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